Calcio Storico Fiorentino 2017 – una tradizione sempre attuale

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Conoscete il Calcio Storico Fiorentino?

Domani si terrà la finale di un evento sportivo unico nel suo genere che raccoglie moltissimi appassionati e visitatori nella capitale toscana. Il Calcio Storico Fiorentino combina tradizione, foklore, sport e attualità. Scopri di più leggendo questo articolo.

Il calcio storico fiorentino, noto anche come calcio in livrea o calcio in costume, in latino harpastumè uno sport a tutti gli effetti. Si tratta di un gioco a squadre che si pratica con un pallone pieno d’aria e da molti è ritenuto come “antenato” del calcio italiano di cui noi tutti siamo appassionati, nonostante i fondamentali ricordino molto di più il rugby.

La finale 2017 si terrà a San Giovanni il  24 Giugno 2017. Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina avrà inizio da Palagio di parte Guelfa verso Santa Maria Novella alle ore 14.45.

COME SI SVOLGE IL CALCIO STORICO FIORENTINO? QUALI SONO LE REGOLE?

Pagina tratta dal volume “Festività fiorentine” di Luciano Artusi e Anita Valentini

Il Calcio in Livrea continuò a svolgersi senza interruzioni fino al Settecento quando le partite, almeno quelle “organizzate” caddero in disuso. L’ultima gara ufficiale si svolse nel gennaio 1739 in piazza Santa Croce e dopo questa il secolare gioco si spense del tutto, almeno come pubblica manifestazione di spettacolo solennemente preparato, per irapparire solo più tardi nel 1898 e nel 1902.[…]

Attualmente il Calcio Storico Fiorentino è più di una affascinante e spettacolare manifestazione a livello mondiale! E’ una grande rievocazione storica che anima una tradizione locale contribuendo a tener vivo, anche in clima moderno, il carattere fiero della città, conservando l’antico volto di Firenze contro le inevitabili ingiurie del tempo, degli uomini e dei mutati costumi.

La rievocazione viene organizzata ogni anno nel mese di giugno per le festività di San Giovanni Battista, patrono della città, e nel giorno a lui dedicato, il 24, le celebrazioni in suo onore, che hanno termine con i coloratissimi e gioiosi fuochi che, dal piazzale Michelangelo, illuminano Firenze tutta, coinvolgono in primo luogo il Calcio Storico. Riproporre le partite le Calcio in Livrea per la principale festività cittadina oltre a voler documentare l’origine prettamente fiorentina del gioco del calcio, dimostra anche l’intimo legame che questa partita ha con la storia e la cultura di Firenze.

Il multicolore corteo, composto da 550 figuranti, con le livree dei calcianti, le cinquecentesche divise dei nobili fiorentini (scelti tra i discendenti delle famiglie storiche cittadine) e dei fanti, con le armi e le bandiere dell’epoca, ci riporta come per in canto nell’eccitante, allegra e festosa atmosfera del Rinascimento. Tutto è come allora. costumi, armi, armature, insegne, musiche e comandi.

Quando la partita ha inizio, subito i 54 calcianti (27 per squadra) accesi di spirito di parte e ansietà di vittoria, intrecciano trame di fitti passaggi, prese aeree del pallone, zuffe, plateali placcaggi e mischie dando vita a un gioco vivo e serrato che ha qualcosa del moderno foot-ball, del rugby e della lotta libera.

Ad ogni “caccia” (goal) segnato, lo sparo delle colubrine sancisce il punto per l’una o l’altra squadra; solo allora si inverte il campo. […] Alla fine, dopo cinquanta minuti, la formazione vincente riceve in premio una bianca vitella ritirata festosamente dai calcianti ormai con le maglie a brandelli o a troso nudo. […] Dopo la consegna dell’ambito premio, il corteo ricompone lo schieramento iniziale: gli ultimi squilli di tromba e il rullare di tamburi si dissolvono cadenzando il rutilante gioco dei vessilli magistralmente giostrati dai bandierai degli Uffizi. Il corteo sfila imponente e gagliardo come al tempo della Repubblica fiorentina: anche i giocatori, veri rappresentanti del popolo escono di scena.

Il calcio fiorentino, detto anche “calcio in costume” o “calcio in livrea”, è un gioco che affonda le sue radici in tempi remoti […] Il Calcio veniva praticato a Firenze quotidianamente ed in maniera estemporanea da tutti direttamente per le vie e le piazze, con palle o palloni: giocavano i giovani e gli adulti durante le soste del lavoro e in occasione di qualche festa di rione, giocavano i nobili disputando partite “organizzate” particolarmente sontuose e curate nella mesa in scena. Ma la partita più celebre, passata agli onori della cronaca per il critico momento storico in cui si verificò, fu quella giocata il 17 febbraio 1530 durante l’assedio di Firenze, un po’ per non interrompere l’usanza del gioco nel periodo di Carnevale, un po’ come sfida al nemico assediante.

 

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